impressioni “a caldo”

        Il pellegrinaggio nazionale dei giovani si è appena concluso e noi vogliamo ringraziarvi per quanto avete fatto per far funzionare al meglio questo evento: la vostra presenza, quella dei vostri ragazzi, il vostro aiuto concreto sono stati elementi fondamentali per la buona riuscita di questi giorni. Al di là delle difficoltà che ci sono state, per noi il pellegrinaggio è andato molto bene, abbiamo vissuto insieme a voi momenti che non dimenticheremo facilmente… per tutto questo, grazie ragazzi!!!!!

Grazie e, ancora una volta, buon per-CORRERE!

Alessio e Chiara

Sono contento che il pellegrinaggio sia riuscito bene, ho visto delle foto in face, quanta nostalgia… Penso siano stati dei momenti pieni di gioia e condivisione.

Da quanto capisco il prossimo anno sarà a Civitavecchia?!

Molto bene, si farà l’impossibile per esserci…

Roberto

Credo veramente che il prossimo anno dal Triveneto partirà un  treno per Civitavecchia!

Esperienza bellissima. Ero stato a Siracusa nel 2009 molto bello anche la.

Molto positivo alloggiare tutti assieme.

Vi allego il link con le prime immagini: http://www.youtube.com/watch?v=yj-N3_6Z290&feature=youtu.be

Ciao, Gino

Esserci è stato fruttuoso e bisogna continuare in questo cammino, nonostante le difficoltà e perplessità iniziali, i giovani e non più giovani ci sono e si fanno sentire.

Complimenti agli organizzatori per i momenti di riflessione, in questo “correre sconclusionato” bisogna ogni tanto prendere il fiato e fermarci a condividere anche nel silenzio.

Ogni pellegrinaggio è un incontrare e rincontrare amici, è un condividere, è un pregare, è fare festa, non bisogna mai perdere il coraggio di fare scelte azzardate c’è chi ci guida con la sua costante Presenza.

Patrizia

Ciao a tutti sono Antonella di Verona (la scout), mi accodo con i ringraziamenti e mi permetto di aggiungere alcune impressioni.

È stato un buon pellegrinaggio, specialmente perché fatto da giovani e da ammalati giovani, diversamente da come siamo abituati ad avere molti anziani. I tempi a mio avviso erano tranquilli per poter permettere a tutti di riuscire a “starci dentro”, ricordo la preoccupazione sollevata da Rudy in fase di preparazione.

L’unica nota stonata é stata la veglia di venerdì sera: era un’occasione per poter dare carica ed entusiasmo invece la parte migliore é stata la “pasta e fasoi”…. senza dubbio un’occasione persa, ci sarà modo di rifarsi.

Buono il clima che si e’ instaurato e speriamo si siano messe le basi per un maggiore incontro tra le sottosezioni.

Alla prossima e buona strada a tutti.

Antonella

Ciao.

Io non c’ero ma dai commenti e dal tono di quanto leggo mi pare che, al di là dei numeri o della fatica nell’organizzare o delle inevitabili cose da sistemare, sia stato un incontro ricco di stimoli e di tensione positiva. Ne sono contento. Mi auguro che sia un nuovo punto di partenza dal quale spiccare finalmente il volo: spero che riusciamo, tutti, a liberarci dai nostri pensieri addomesticati, dalle nostre paure, dai nostri condizionamenti per lasciarci coinvolgere dall’uomo; spero che non perdiamo l’abitudine di ascoltare più che di parlare, di vivere in uno stato di attesa e di desiderio più che di stanchezza o di abitudinarietà; spero che sia giunto finalmente il tempo di toglierci le maschere che ci obbligano a recitare più che a essere noi stessi; spero che ci convinciamo che l’ultima e definitiva parola spetta a Dio, un Dio che ci accoglie e ci ama così come siamo, con le fragilità e le pesantezze che ci accomunano, un Dio che ancora oggi è scandalo perchè è sempre “altro” dalle nostre definizioni e fa saltare tutti gli schemi donandosi nella sua paternità; spero che il pellegrinaggio della vita ci faccia capire la necessità di condividere il “viaggio” e la speranza, accompagnando e accompagnandoci. Non solo per-correre quindi, ma anche in-correre nel mistero dell’uomo, s-correre attraversando la trama delle nostre vite, tras-correre i tempi che ci sono affidati come ricchezza di relazioni, rin-correre le nostre passioni e i nostri sogni.

Oggi, 23 maggio, ricorre il ventennale dall’attentato in cui morì Falcone insieme agli uomini della sua scorta. Ebbe occasione di dire: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.” … In tutti i sensi …Un saluto e un arrivederci a presto

Roberto.

Mi scuso per la risposta tardiva causa Pellegrinaggio a Lourdes. Direi che a Padova è andato tutto benissimo, ed è stato tutto meraviglioso sotto ogni punto di vista: si è fatto tutto in umiltà, c’è stato il tempo per conoscersi, per meditare, per pregare, per stare insieme e per far festa, e tutto questo anche e sopratutto nel rispetto di tutti ed alla velocità dei più lenti… Auspicando di vero cuore che chi di dovere decida di proseguire su questa strada anche per gli anni prossimi, ringrazio tutti per ciò che ho vissuto e rinnovo la mia disponibilità a collaborare e a mettermi in gioco in questa realtà, come giovane, ma anche come giovane in difficoltà…!

Tipica domanda sulle cose da migliorare… Siamo all’inizio di un cammino nuovo con persone nuove, ed è chiaro che tutto è sempre migliorabile, forse è mancato un “conduttore” che prendesse in mano il microfono e annunciasse a tutti l’appuntamento successivo, e forse mancava il programma all’interno del libro delle celebrazioni; ma ripeto, questi sono solo piccoli dettagli, ed ognuno troverà i propri; l’importante è averci messo il cuore ed aver fatto le cose con testa, e mi sembra proprio che questo sia accaduto! Inizialmente ero un po’ triste per il fatto che molte persone non credevano in questo progetto… oggi forse, col senno di poi, mi viene da pensare che forse proprio grazie a questa cosa, noi siamo riusciti ad essere più umili, e quindi più forti, e alla fine abbiamo vinto!!! Sono entusiasta davvero per come si sta lavorando, e vorrei ringraziare tutti di questo!

A presto.

Rudy

Ciao amici! Oggi è stato tragica andare a Padova. Ho persino perso il treno e volevo partire x Lourdes! 😉 Quindi in attesa del treno ho buttato giù quello che ho vissuto in questo lungo weekend. Da “organizzatrice di eventi” posso dire che questi 3 giorni sono stati ben gestiti e organizzati a tutti i livelli. Sottolineo in modo positivo -l’accoglienza e la familiarità che si respirava almeno per me che era la prima volta- i tempi ben gestiti e non le cose fatte troppo di corsa -momenti di preghiera a Padova intensi, bella l’idea dei gesti come spezzare il pane e dei segni come i Vangeli- bellissima la festa di sabato sera!!! (l’Unitalsi ha guadagnato punti!) – l’idea di condividere i prodotti tipici-

L’unica cosa che non è stata il massimo è stata la veglia. Al di là dei problemi tecnici sulla veglia bisognava puntare molto con un discorso come dico io che spaccasse e lanciasse il pellegrinaggio!

Dal punto di vista personale diciamo che non sono tanta brava a parole.

Per chi come me da 8 anni vive a Padova fare il pellegrinaggio al Santo e a Santa Giustina è stato strano ma è stata un’esperienza vedere la propria città con occhi diversi. Cosa mi porto a casa da questo lungo weekend? Ho riscoperto che l’Unitalsi non è solo una grande famiglia a Verona ma in tutta Italia: è stato bello condividere momenti di preghiera, di festa, di cammino con altri 900 giovani che come me nel cuore, nelle mani e negli occhi hanno la luce e la forza di Lourdes… Mi auguro che l’anno prossimo ci siano un treno che parto da Verona con direzione CIVITAVECCHIA per il prossimo incontro giovani!!!

Cmq sono felice!  Un abbraccio

Marta

Eccomi a scrivere alcune riflessioni sul pellegrinaggio di Padova.

Quando sono stata invitata ad andare non avevo grandi aspettative ed ero un po’ titubante, poi mi sono fermata ad analizzare la parola “pellegrinaggio” e subito mi sono vista sulla strada, in ricerca con una meta chiara incontrare Lui. Poi mi sono fermata anche sulla parola “giovani” e anche se anagraficamente ormai non sono piu’ giovane, mi sento nel cuore e nello spirito ancora molto giovane, daltronde lo diceva anche il nostro Papa e lui era molto piu’ vecchio di me.

Quindi sono partita con entusiasmo per questa avventura che si e’ rivelata un bel dono.

Il nostro per-correre la strada buona del Vangelo è stato ben fatto in quanto non era correre, come la societa’ ci invita a fare di solito, ma percorrere una strada che ci ha portato a conoscere i 4 Evangelisti, a trascorrere del tempo con gli altri e con Dio, e il tutto al passo dell’ultimo, di chi fa piu’ fatica. Ecco che allora il nostro piccolo gruppo, grazie alla presenza preziosissima di Matteo e Stefano, ha trovato piu’ senso e sapore nell’essere i butei de Verona o i fioi della serva.

Uno degli aspetti che piu’ mi e’ piaciuto e’ vedere un gruppo di ragazzi nel quale c’erano sia ragazzi sani sia ragazzi ammalati, ma con un unico intento: cercare Dio nella preghiera e il fratello dello stare insieme e fare festa.

Come a detto il buon vecchio Pagliuca, mi permetto di chiamarlo cosi’ visto che mi ha detto che anche lui e’ foular bianco e quindi compagno di strada, “se le ciambelle non riescono con il buco stà a noi renderle appetibili” ecco quello che io reputo la nostra missione: rendere appetibile in una societa’ che propone solo la perfezione come modello possibile, quello che è fuori dai canoni standard: il “diverso”.

Penso che questo pellegrinaggio ci abbia caricati molto, il vedere altri ragazzi da tutta Italia con gli stessi nostri sogni e nel cuore il fratello malato, ci dia l’entusiasmo per portare nel nostro piccolo il nostro contributo, comincia tu per primo diceva Pagliuca. Allora il nostro condividere il pane dei poveri e’ segno di speranza e stile per un mondo migliore.

Grazie a tutti:

al mattacchione Gino

al disponibile Luca

al ragazzo piu’ cercato Francesco

all’inseparabile Stefano

all’instancabile Matteo

all’entusiasta Marta

a colei che fa amicizia con tutti Anna

Buona strada

Antonella

 

Di ritorno da due giorni a Padova – Cavallino, con 900 compagni di viaggio giovani Unitalsiani, alcuni pensieri da condividere.

– E’ piu bello insieme. Eravamo davvero in tanti. Ci siamo trovati, conosciuti. Abbiamo fatto “famiglia”. Abbiamo fatto festa tutti insieme, i ragazzi disabili lo erano solo sul modulo di iscrizione, a Cavallino non c’erano differenza di sorta. Abbiamo condiviso i prodotti tipici regionali (mitica la pasta e fasoi triveneta e le piadine dell’emilia romagna) Abbiamo fatto gruppo con i ragazzi del triveneto, sapendoci parte di uno stesso progetto, di uno stesso sogno. Abbiamo toccato con mano che Unitalsi è Italia, e siamo tutti membra di uno stesso corpo. Abbiamo le potenzialita’ per essere una parte consistente di questo corpo.

– Camminero’. Lo slogan della due giorni e’ stato per-correre. Percorrere le vie del vangelo, scoprendo i quattro evangelisti. Facendo pellegrinaggio tra il viaggio in pulmino verso Venezia, tra preghiera e cantate di Gino, la veglia in spiaggia (purtroppo un po’ sottotono rispetto alle aspettative), il pellegrinaggio al Santo e in Santa Giustina, sulla tomba di San Luca, la testimonianza in Prato della Valle nel giorno di mercato, (oggetto di articoli sulla stampa locale) la messa domenicale dell’Ascensione in un Duomo gremito di felpe.

Ma anche PER CORRERE. Accellerare il passo di questa associazione. Pagliuca ha detto nel discorso di apertura che “la meta è una vita di senso pieno, un gusto dolce, che porti il contagio del sorriso, della speranza, del Vangelo… …Ma nessuno deve rimanere indietro in questo cammino, se qualcuno dovesse zoppicare , ricordatevi di portarlo sulle vostre spalle. Perche’ la corsa si vince se si taglia il traguardo TUTTI INSIEME”

-Quante cose al mondo puoi fare. Camminare insieme non può che portare a costruire, ad inventare. “Se intorno a te vedi tutto difficile, se vedi apatia, COMINCIA TU a far qualcosa col tuo impegno, il tuo entusiasmo, la tua gioia, la tua esuberanza, la tua gioventu!”

Con gli amici del Triveneto abbiamo scoperto che le iniziative comuni possono essere davvero tante, ed a bassissimo costo. Ci siamo presi l’impegno di condividere le nostre esperienze, di fare rete. Comincia un nuovo cammino, di ampio respiro.

Dal punto di vista professionale: e’ stata importata l’esperienza pluriennale del Triveneto. Lo zaino emergenze ed il defibrillatore erano sempre al seguito. C’era infermeria attrezzata. Per fortuna, nessun intervento rilevante (attacchi di panico, reazioni allergiche, diarree e vomiti…) ma saremmo stati pronti all’emergenza.

Grazie a tutti gli sherpa per il supporto, grazie ad Anna per l’assistenza!

Luca

 

Aggiungo alle vostre alcune mie riflessioni sul pellegrinaggio giovani UNITALSI a Padova.

Il clima di festa che ha invaso i luoghi simbolo di Padova fra Sabato e Domenica scorsi è un po’ difficile da descrivere.

L’idea di parteciparvi è nata proprio a Padova il 30 Aprile, dove mi ero recato per far visita al Sant’Antonio e su una bacheca di uno dei 4 chiostri era citato l’evento, anche se solo per la parte inerente l’esperienza in Basilica.

Leggendo “UNITALSI” ho pensato che la cosa mi riguardasse.

Ero tornato da Lourdes 2 settimane prima e la nostalgia non era ancora scesa sotto soglia.

Qualche giorno dopo, il I° Maggio a Volargne, non sapendo bene ancora di cosa si trattasse ho chiesto informazioni a Gino per potervi partecipare.

Pensavo di essere da solo in quanto non era mai stata data notizia dell’evento durante il pellegrinaggio a Lourdes e intuendo si trattasse di una sola giornata, mi prefiguravo un momento di preghiera caratterizzato da tratti decisamente più classici, un sorta di raduno di giovani che del pellegrinaggio aveva solo il lungo viaggio per raggiungere la Basilica di chi sarebbe giunto dalla punta dello stivale.

Ed invece, (ciò che accade è frutto del caso molto meno di quanto si pensi), da Verona siamo partiti in 8 per raggiungere altri 900 giovani ad una festa che ha superato di tante, tante misure le mie aspettative.

L’entusiasmo, che non è esploso durante la veglia di Venerdì sera forse più per il freddo che per altro (qualche grado in più avrebbe reso onore alla suggestione che avrebbe meritato una spiaggia di luna nuova solcata da sentieri di torce), già dopo la pasta e fagioli memorabile della Sezione Triveneto, è diventato una attore sempre presente sulla scena fino ai nostri saluti.

Rotto il gelo (in tutti i sensi) tutto è venuto da se: la condivisione dei prodotti tipici delle tante sezioni UNITALSI, le tisane di Antonella, la condivisione del pane in Basilica, il pranzo sul prato fra una chiacchera ed una foto, Stefano che socializza con tutti i proprietari di cani della Prà, il coinvolgente flashmob carico di colori, Santa Giustina, la Tomba di San Luca, i canti tipici veronesi con annesso brindisi dei nati nel mese (colpa di Marta che a occhio e croce non è resistita alla tentazione di far capire ad una sala da pranzo grande come un campo da calcio dove era dislocata la Sottosezione di Verona) e l’Inno di Mameli, una festa superlativa dove hanno dovuto spegnere la musica (un po’ a tradimento secondo me) perchè la pista si svuotasse e tutti facessero ritorno ai loro bungalow, la torta con gli amici del Triveneto, la Santa Messa in Duomo ed il pranzo finale con gli arrivederci a Civitavecchia.

Arrivederci a Civitavecchia quindi.

Fino ad allora, sarà meno impervio il sentiero per esportare nel quotidiano la gioia contagiosa di sentirsi parte di un progetto misterioso e sublime che ha per meta la “felicità, che Dio ha scritto con la sua croce nel destino di ogni uomo”

A presto e grazie di cuore a tutti: Anna, Antonella, Gino, Luca, Marta, Matteo, Stefano e Don Roberto

Francesco

 

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