Preghiera a Maria – alla Grotta al ritorno da Fatima

Madre mia Maria,
non ho parole per dirti la commozione e la gioia che tutti noi sentiamo in cuore, tornando a pregarti qui, alla Grotta, dopo questi giorni tristi di esilio. Quando la furia delle acque minacciava di deturpare per sempre questo luogo santo, abbiamo provato attimi di smarrimento e di paura. Ora è tornato il sole. Ora ti riabbiamo tra noi, luminosa, accogliente, materna più che mai. Dopo i misteri dolorosi, ecco di nuovo i misteri della gloria.

 Vogliamo dirti anzitutto quanto ti vogliamo bene. Hai visto quante persone ci hanno telefonato, mandato messaggi, dato la disponibilità per venire a lavorare per ridare alla Grotta il suo splendore e il suo fascino?

Tutta questa ondata di messaggi ci ha fatto prendere coscienza di quanto sei amata, e quale presa ha nel cuore di tanti la visione di Te.

Ora vorremmo che questa visione si imprimesse profondamente negli occhi e nel cuore, perché tu possa stabilire una dimora perenne dentro di noi.

 E adesso che possiamo di nuovo contemplarti e parlarti cuore a cuore, ne approfittiamo per pregarti per  tutte le persone che si sono affidate al nostro ricordo; quei pellegrini che nei giorni passati non hanno avuto la gioia di passare qui alla Grotta; gli ammalati che ci sono stati segnalati; tutti i sofferenti; tutte le persone che in questo momento sono in preghiera con noi anche da lontano; tutte le persone di buona volontà che hanno tanto lavorato per rendere possibile questo momento di gioia.

 Ti affidiamo tutta la Chiesa, col Papa Benedetto che domenica all’Angelus ha rivolto il suo pensiero e la sua preghiera a Lourdes. Ti preghiamo per la nostra amata Italia, perché  la minaccia di desertificazione della fede si tramuti in un rinnovato fiorire della fede e della speranza.

 Rinnoviamo qui, davanti a Te, la solenne promessa di portarti nella nostra casa, perché tu vi sia sempre Madre e regina.

 E portaci a Gesù.                         Amen.

                                                                                                      P.Palmiro

 Lourdes, 24 ottobre 2012

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