Relazione Pd, Bz, Vitt. V.to

Ben ritrovati a
tutti!

Quest’anno mi
risulta molto semplice e piacevole parlare del pellegrinaggio a Lourdes, appena
concluso, assieme alle sottosezioni di Padova e Bolzano.
Siamo arrivati
a Lourdes in momenti separati in quanto abbiamo viaggiato con mezzi diversi,
infatti Fra Giovanni, Meloni e Zambonin sono arrivati alle 17 circa con il
treno regionale 2, mentre io e la sorella che mi affianca nell’animazione
(Lorena Ave) siamo arrivati alle 19 con il pullman.
Il primo
appuntamento era per le 20,30 presso la chiesa parrocchiale nella quale ci
siamo ritrovati per la messa di apertura del pellegrinaggio. Personalmente non
ho mai visto la Parrocchiale gremita in quel modo; eravamo più di 800 persone e
ho provato la sensazione di trovarmi in un luogo mai visto, quasi in
un’atmosfera surreale. Siamo venuti qui perché
la chiesa di s. Bernardetta era ancora inagibile a causa dell’alluvione
ed  è stata un occasione per far
conoscere ai pellegrini un posto poco frequentato dalla maggior parte delle
persone che vengono a Lourdes.
Il giorno
successivo Bruno Meloni, Lorena ed io siamo partiti con il 1° gruppo (110 persone)
per la via Crucis al calvario, presieduta dal vescovo Corrado ed animata dai
novelli sacerdoti don Paolo e don Domenico, mentre i pellegrini sono stati
coinvolti dagli animatori, nel portare la Croce alternandosi ad ogni stazione.
Molto ben riuscita e partecipata.
Altri due
gruppi si sono accodati, a debita distanza dal nostro; uno guidato da don
Matteo con una quindicina di pellegrini e l’altro animato da Fra Giovanni e
Giancarlo Zambonin, anche loro con un nutrito seguito.
Il pomeriggio, come da accordi presi precedentemente, noi
animatori abbiamo dato appuntamento a tutti i pellegrini presso l’Incoronata e
lì, dopo aver ribadito il concetto di un unico pellegrinaggio, abbiamo
comunicato loro i diversi percorsi di animazione: basiliche (Zambonin e fra
Giovanni),  passi di Bernerdette  (Meloni e Cia-Ave). I pellegrini che hanno
scelto i “passi” con il sottoscritto, alla fine sono rimasti entusiasti
dell’esperienza fatta. Abbiamo iniziato il cammino dal Salus, soffermandoci
brevemente nella descrizione del luogo sottolineando l’importanza di avere una
“casa Nostra” in cui gli ammalati possono trovare un sicuro ricovero e punto di
riferimento. Recandoci poi all’”hospice” ho spiegato ai pellegrini quanto sia
stata determinante la permanenza di B. in questo luogo. E’ infatti qui che ha
capito veramente qual’era la sua missione, ovvero il servizio verso le persone
sofferenti. Alla parrocchiale siamo giunti in ordinata “fila indiana” e qui,
dopo esserci soffermati presso il battistero di B., siamo scesi nella cripta di
abbè Peyramale per una preghiera di suffragio ad un curato tanto importante
nella storia delle apparizioni di Lourdes. Prima, però, in un clima di
cristiana fratellanza, ci siamo incontrati con il parroco al quale abbiamo
chiesto una speciale benedizione, felicemente impartitaci.
Il nostro
peregrinare si è spostato, poi, verso il Cachot nel quale ognuno di noi ha
meditato sulla miseria umana, rappresentata qui dalla incredibile situazione
della famiglia Soubirus, sulla fede che l’ha sempre sorretta e
sull’insoddisfazione  che spesso
contraddistingue il nostro modo di essere, facendoci credere che la felicità
sia solo espressione della ricchezza. Infine abbiamo diretto i nostri passi
verso il Mulin de Boly, oltrepassando la Maison Paternelle, dove nacque e visse
i pochi anni felici della sua infanzia la piccola Bernardette.
Siamo tornati
infine all’esplanade dove tutti hanno avuto parole di ringraziamento per il
percorso fatto che non è stata una semplice visita nei luoghi vissuti dalla
Santa, ma soprattutto una comune esperienza di spiritualità vissuta tuffandosi
in un passato che ogni volta riviviamo con grande partecipazione.
Degli altri 2
gruppi so per certo che anche loro hanno fatto un interessante percorso; sia i compagni
di Fra Giovanni e Giancarlo nella visita guidata ai mosaici della basilica del
rosario, sia i pellegrini che hanno seguito Bruno M. sui passi di B.
Per la
cronaca; io faccio sempre il percorso sui “passi” in modo inverso, partendo dal
settimo piano del Salus di modo che risulta fisicamente molto meno impegnativo
e nel caso di 2 gruppi in contemporanea, non si corre il rischio della
sovrapposizione.
Il pomeriggio
alle 17, siamo potuti essere tutti presenti alla processione Eucaristica
(partita dalla Grotta) come sempre molto intensa e ricca di preghiera. Per
quante volte uno possa essere stato a Lourdes, ogni volta viene rapito da
un’atmosfera di spiritualità e di fede condivisa che solo nelle processioni di
Lourdes si possono provare. La processione diversamente dal solito, non si è
conclusa nella basilica di s. Pio X (chiusa al pubblico per i noti eventi atmosferici),
bensì di fronte la basilica del Rosario.

Il terzo giorno
ci ha visti impegnati nell’uscita a s. Pierre (Fra Giovanni – Giancarlo) con un
centinaio di persone. Bruno M. ha riproposto la visita alle basiliche per chi
non le aveva ancora viste. Lorena ed io abbiamo proposto una visita al Salus,
questa volta molto dettagliata e assai gradita, e successivamente Cachot e
Mulin de Boly (i tempi non ci hanno permesso altro).
Eccoci pronti,
la sera, per la processione au flambeaux, ineguagliabilmente suggestiva ed
emozionante:
credo sia l’appuntamento “prediletto” di tutti i pellegrini.
Siamo giunti
ormai al’ultimo giorno di permanenza a Lourdes, almeno per noi che viaggiamo in
pullman e come “dulcis in fundo” abbiamo riservato ai partecipanti due chicche
fuori programma.

Martedì 25 mi
sono incontrato con padre Nicola Ventriglia chiedendogli la disponibilità ad
incontrare i pellegrini per una breve riflessione su Lourdes e in particolare
sulla Vergine apparsa alla Grotta di Massabielle.
Subito si è
dimostrato entusiasta della proposta con l’unica nota stonata riguardante
l’orario che è stato fissato per le 8, 30 di mercoledì 26 al settimo piano del
Salus. L’incontro è stato molto partecipato vista anche l’ora insolita, tutti
si sono dimostrati interessati per la bella esposizione di padre Nicola che ci
ha parlato anche del tragico evento dell’alluvione che si è riversata su
Lourdes alcuni giorni prima del nostro arrivo.
Il pomeriggio,
invece siamo stati ospiti del “Bureau de constatation Medical” diretto dal dr.
De Franciscis che ci ha accolti nell’aula J.Paul 2 parlandoci dell’operato del
suo ufficio nell’iter delle cosiddette guarigioni miracolose, erudendoci su
fatti ed aspetti che hanno segnato la storia dei pellegrinaggi a Lourdes
dall’epoca delle apparizioni ad oggi. Il suo modo verace e nello stesso tempo
colto di intrattenere l’assemblea fanno di lui un personaggio degno di nota e
contraddistinto da grande carisma.
A lui ero
arrivato la mattina del giorno prima, allorché ho pensato che sarebbe stato
utile e gradito un suo intervento tra i pellegrini per avere una voce
autorevole che ci parlasse dei “Miracoli” dissipando, altresì alcuni dubbi che
possono covare tra persone scettiche o male informate.
Mi è doveroso ribadire che per poter
incontrare De Franciscis, è assolutamente necessario programmare almeno un mese
prima l’appuntamento. In questo modo egli ci potrà dedicare più tempo e si
eviteranno le brutte figure come quella fatta dal sottoscritto che è piombato
al bureau senza preavviso. Voglio ringraziare comunque il dottore per la
cortese disponibilità dimostrataci.
Ora, desidero
parlare un attimo del “problema” radioline. Sarebbe auspicabile che per il
ritiro delle suddette all’arrivo a Lourdes venissero incaricati i capi alberghi
e non gli animatori. Nel caso come nel nostro pellegrinaggio regionale in
cui  vi siano gruppi di pellegrini di
sottosezioni diverse nello stesso albergo è consigliabile  che ci sia un unico capo albergo responsabile,
altrimenti diventa caotico (soprattutto la restituzione).
I capi
alberghi  dovrebbero anche provvedere al
ritiro del programma giornaliero presso la segreteria del Salus che richiederà
firma dell’avvenuta operazione. Dovranno successivamente affiggere i programmi
nelle hall dei rispettivi alberghi e dare lettura degli stessi ai pellegrini,
in modo che tutti sappiamo, in tempo utile, cosa fare.
I presidenti
di sottosezione o chi per essi, dovrebbero sempre e tempestivamente tenere
informati i capi-alberghi e gli animatori del pellegrinaggio su tutti i
cambiamenti di programma o nuove comunicazioni che  dovessero necessitare durante la permanenza a
Lourdes

In questa mia
relazione ho omesso volontariamente di scrivere dell’alluvione in quanto penso
che ognuno di noi abbia potuto constatare la gravità dell’accaduto con le
evidenti conseguenze.
A me piace
solo evidenziare come dopo pochissimi giorni il santuario sia tornato alla
quasi normalità. Questo è un segno di quanto sia importante questo luogo per
l’incontro del popolo di Dio con L’immacolata. (non è solo, come sostengono
alcuni, una mera questione economica, per quanto importante)
Alla fine
desidero sottolineare che il pellegrinaggio, per quanto mi concerne, non l’ho
mai considerato diocesano e neanche regionale, ma l’ho sentito molto
famigliare; qui più che in ogni altro luogo vengono meno le divisioni e la
condivisione è una caratteristica che ci identifica.
Non ascoltiamo
le beghe e le ciance di alcuni, ma la gioia e il corale ringraziamento di
molti.
Pellegrini lo
dobbiamo essere col cuore, il mezzo di trasporto è il nostro entusiasmo, il
carburante la nostra fede.
Grazie dell’attenzione prestatami e vi giunga l’augurio di
ogni bene e di buone vacanze.

Alfredo Cia

 

P.S.
Per quanto
riguarda l’esperienza del viaggio in pullman posso definirla certamente
positiva sotto tutti gli aspetti. Nel percorso di andata  ci siamo fermati, come nel ritorno, per le
soste tecniche obbligatorie ed inoltre abbiamo sostato per il pranzo
all’autogrill di Novara (mangiato molto bene). La sera, come previsto siamo
giunti al santuario di N.D.de Laus e dopo una bella celebrazione eucaristica
siamo ripartiti (una parte di noi) per Gap dove dopo una buona cena ci siamo
meritati il giusto riposo. L’indomani, partenza per Lourdes e sosta per la
“farmacia dei sani” all’area di Vinassans (Narbonnes) dove in un clima
veramente gioioso abbiamo condiviso il pasto sino all’ultima fetta. Durante il
ritorno, “farmacia” nei pressi di Tolosa rispettando il copione dell’andata e
la sera arrivo al golf resort di Castellaro. Serata trascorsa in allegria, a
parte qualche neo di poco conto. Ripartiti il giorno dopo per Arenzano dove
siamo giunti al santuario del Bambin Gesù di Praga alle 11 per la celebrazione
della s. Messa col ns. vescovo Corrado. Terminata la s. Messa ci siamo diretti
all’area di servizio Stura per il pranzo, anche qui buono.
Ultima “tirata” e alle 20 circa siamo arrivati a casa.
Desidero
anche sottolineare la bella collaborazione tra don Adriano ed il sottoscritto
nell’animazione dei pellegrini durante tutto il viaggio; mentre io mi sono
dedicato all’informazione storico – geografica sulle località attraversate, don
Adriano si è occupato della parte religiosa con la recita giornaliera delle
lodi e del rosario. Alcune sorelle (Marisa, Carla, Renata e Mirella) si sono
dedicate all’assistenza verso i pellegrini più bisognosi, alla raccolta delle
offerte per le s. Messe, all’adesione per l’incontro di Mansuè, agli
abbonamenti di V.to Mariano, alla raccolta dei contributi volontari per il
vitto del viaggio, ecc…
Quindi, mi
ripeto nel ribadire che è stata un’esperienza bella e assolutamente ripetibile
e le poche ombre che possono aver in qualche modo offuscato alcuni momenti del
pellegrinaggio, non devono amareggiarci, ma essere invece di sprone per
migliorarci ulteriormente qual’ora dovessimo riproporre la stessa esperienza.

Grazie ancora a tutti.

Relazione Pellegrinaggio Unitalsi

Sottosezione di Padova

22/28 giugno 2013

Andar a Lourdes è pellegrinaggio sempre diverso. La macchina
organizzativa Unitalsi, efficiente
come poche, permette solitamente di accantonare i problemi, per
concentrarsi sulla missione di
condurre ammalati e pellegrini alla Grotta, santificata dalla
presenza della Vergine Maria.
Quest’anno, con l’alluvione, si è rivissuta, in parte, la
precarietà delle origini. Partiti con le
rassicurazioni della Sezione di Bassano, in contatto diretto con
Lourdes. non sapevamo quello che
avremmo trovato accessibile alla visita. Tutto questo si è
tramutato in sorpresa continua, data anche
l’efficienza della Protezione Militare francese che, giorno per
giorno, rendeva visitabili le varie
adiacenze della Grotta.
Per quanto riguarda il coordinamento fra gli Animatori, l’andamento
è stato buono, con ampi spazi
per il miglioramento. Ha pesato, a nostro parere, l’impossibilità
dell’incontro fisico; desiderato,
auspicato, ma impedito dai molteplici impegni personali. Il
collegamento per via telematica e
telefonica ha comunque condotto a buoni risultati, con il ventaglio
di possibilità offerto
quotidianamente ai pellegrini. Poter disporre di più Animatori, con
proposte variegate all’interno di
un unico pellegrinaggio è ricchezza grande per tutti.
I pellegrini possono scegliere le mete secondo lo stato di salute
di ciascuno o secondo gli impegni.
Chi, per esempio, pone come prioritario nel suo pellegrinaggio il
bagno nelle piscine (salvo
quest’anno) non dovrà rinunciare alla visita al Cachot e così via.
Per quanto riguarda l’andamento puntuale del nostro operato
(Giancarlo Zambonin e frate
Giovanni), il cambio di albergo, in luogo del Tara, sfortunatamente
allagato, ha soddisfatto tutti. Lo
Stella Matutina è confortevole, accogliente, con il personale sempre
disponibile ad ogni richiesta:
dalla diversità di orario per il pranzo o la cena delle Sorelle e
dei Barellieri in servizio, all’adattamento
di spazi per il Rosario serale.
Il fatto di ospitare l’intero gruppo di pellegrini della
Sottosezione ha molto facilitato la programmazione
delle visite. Senza mancare ad alcun appuntamento generale,
istituito dalla
Presidenza, è stato possibile animare il pellegrinaggio con la
visita dei luoghi importanti che rendono
unico il tempo trascorso a Lourdes. Il programma preparato a
Padova, con la collaborazione di don
Matteo, è stato realizzato in pieno. Normalmente la sveglia era
alle 7, cui seguiva la colazione e la
celebrazione delle Lodi, quando possibile. La sera, in saletta
attigua all’atrio, gli ospiti presenti si
riunivano per il Rosario.
Per quanto riguarda lo svolgimento, nel primo giorno i pellegrini
presero parte al Rosario delle 18,
recitato alla Grotta. A seguire la S. Messa di apertura del
Pellegrinaggio, celebrata nella chiesa
parrocchiale, visto l’impedimento degli altri luoghi.

Lunedì mattina il programma
iniziò con la Via Crucis sul monte. L’ora non seguiva quello della
celebrazione classica, ma la variazione fu positiva sia per la
temperatura, sia per la possibilità di
realizzarla in tre gruppi, quindi con migliore partecipazione di
tutti. Al rientro, la Celebrazione
Penitenziale, seguita dalla SS. Messa, nella quale si festeggiarono
gli anniversari di matrimonio e di
consacrazione religiosa.
Riguardo a questi, sarebbe opportuno, secondo noi, che si comunicasse
l’evento preventivamente,
all’atto dell’iscrizione, per evitare che qualcuno non sia
raggiunto dalla notizia comunicata in treno.
Al rientro, vi fu la visita al Salus infirmorum.
Nel pomeriggio, con l’incontro all’Incoronata e le varie possibilità
proposte dagli Animatori, è
seguito per noi il percorso dei Passi di Bernadette, con la
prefazione alla Grotta (negli anni scorsi, il
cammino iniziava presso il Museo, anche per dare una maggiore
infarinatura storica ai pellegrini),
rievocando le analogie con quella di Betlemme,
anch’essa riparo per animali.
visita all’attiguo padiglione della Medaglia Miracolosa, con la
visione del Diaporama e ulteriori
spiegazioni sull’importanza di tenere addosso oggetti consacrati.
A seguire, nella chiesa parrocchiale, il rinnovo delle promesse
battesimali. Nella cripta sottostante,
che conserva il corpo dell’Abbé
Peyramal,
un momento di adorazione eucaristica. Lì,
infatti, il
Santissimo è permanentemente esposto durante il giorno.

Il martedì la giornata iniziò con la S. Messa celebrata alla Grotta, con
successiva foto di gruppo. A
nostro parere, si potrebbero accorciare i tempi fra i due
avvenimenti, così da permettere eventuali
altre attività. Nel caso nostro, abbiamo proposto ai pellegrini la
Celebrazione dell’acqua. Dopo la
lettura del racconto della nona apparizione, con l’invito della
Vergine Maria, seguì la lettura del
Vangelo di Giovanni, riguardante la donna samaritana. Quindi il
versamento dell’acqua della fonte
sulle mani dei pellegrini, che poterono così bere e lavarsi.
Questo ha un po’ rievocato il tempo antico, anteriore alla
costruzione delle piscine. Idealmente, ci
ha collocati accanto a Bernadette e ai primi fedeli in visita alla Grotta.
Nel pomeriggio, vi fu la spiegazione dei Mosaici della Basilica del Rosario, iniziando con quelli esterni. L’ascolto corale della catechesi predicata da Don Giorgio, parroco di Santa Sofia in Padova impressionò gli ammalati e i pellegrini. Partendo da citazioni scritturistiche, il sacerdote è arrivato alla quotidianità del dolore, con il senso della sofferenza non spiegato, perché ineffabile, ma vissuto.
Nel proseguo del pomeriggio, fra le varie possibilità espresse dagli Animatori, noi conducemmo i pellegrini al Villaggio Saint Pierre, voluto fortemente da Bernadette per l’accoglienza delle persone non abbienti. La serata si chiuse con la processione illuminata dai flambeaux. Colpì vedere la piazza antistante la Basilica del Rosario piena solo in modo parziale; l’alluvione lasciò infatti danni e disdette. Già ora, trascorsi pochi giorni, sarà di nuovo piena, con le persone accalcate anche sulle scale, come negli anni passati.

Mercoledì, dopo gli impegni fissati dalla Presidenza, il fiore all’occhiello, per l’animazione, fu l’incontro con i dottor Alessandro De Franciscis, al Bureau Medicale. Tutti i pellegrini con i loro animatori. Il medico ha ricevuto un dono particolare, da Dio: riesce sempre a coinvolgere e ad interessare tutti gli uditori. Del resto, la realtà del Bureau è costitutiva di Lourdes e non andrebbe mai trascurata! In seguito vi fu la visita all’Accueil Notre Dame nel pomeriggio, seguita dalla salita al Carmelo, con momento di preghiera.

Al termine la Processione eucaristica presso la Basilica del Rosario.

Giovedì la S. Messa di chiusura del pellegrinaggio, seguita dal giro turistico di Lourdes fatto con
il trenino. La visita al castello, che racchiude arredamenti e scorci di vita dei secoli passati, concluse il percorso normale dell’animazione pellegrini. Per un piccolo gruppo (la stanchezza ormai si faceva sentire) la visita alla tomba dei coniugi Soubirous, genitori di Bernadette completò il ciclo delle visite.

Aggiunte:

  • · come Animatori, abbiamo apprezzato moltissimo lo stile fresco e
    intenso di Don Matteo, il nuovo assistente Unitalsi per Padova. Ottimo lo spirito di comunione e di fratellanza da lui creato.
  • · Le radioline furono di grande aiuto, con un funzionamento ineccepibile.
  • · Come Animatori, da anni consegniamo un foulard azzurro che torna
    molto utile per mantenere unito il gruppo.
  • · Alla fine distribuiamo un questionario anonimo, nel quale raccogliamo le impressioni dei pellegrini. Tutto per fornire un servizio sempre migliore.
  • · Chiudiamo con il disagio creato nella stazione di Padova, con
    l’arrivo al sesto binario e conseguente grande disagio per malati e pellegrini. Unico elemento infelice in tanta grazia ma si sa: nella vita non tutto è gradevole e ben riuscito.
    Al prossimo pellegrinaggio, allora! Con l’entusiasmo di portare,
    attraverso l’animazione, le persone più vicine a Dio!

Giancarlo Zambonin e frate Giovanni

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