TERRA SANTA – Testimonianze

IN TERRA SANTA CON L’UNITALSI          (8-15 novembre 2011)

Da pochi giorni sono tornato dal mio primo pellegrinaggio in Terra Santa con l’UNITALSI TRIVENETA. Scrivo soltanto una breve considerazione, anche perché mi rendo conto che ci vorrà del tempo per mettere a fuoco le tante sensazioni ed emozioni che il viaggio mi ha offerto. Ero partito con l’unico obiettivo ed il solo desiderio di andare alla ricerca di Gesù, per capire meglio le origini della mia fede; come un esule, che non  ha mai visto la terra di suo Padre e vuole conoscere le sue radici; quasi un ritornare a casa, in un posto sentito raccontare mille volte, ma lontano e, di fatto, sconosciuto. E devo dire che, sotto molti aspetti, è stata una  piacevole scoperta. Ed un grande dono. Il viaggio attraverso i luoghi frequentati da Gesù, a partire da Nazaret fino a Gerusalemme, passando per Cafarnao sul Lago di Tiberiade, Gerico ed il percorso lungo il Giordano,  è stato occasione di   riascoltare puntualmente la Sua Parola, di immergere lo sguardo nei paesaggi che Egli ha visto ed amato, di incontrare la sua cultura, quella del popolo ebraico .  La Sua Parola, pur sempre bella sotto qualsiasi latitudine, in Terra Santa ha un sapore particolare: s’impasta con la terra  assetata ed arida del deserto, è schietta e tagliente come le tante pietre disseminate nel territorio, ma è anche luminosa come i  fiori e le  piante aromatiche che nascono spontanee ovunque.  Mi ha commosso, per esempio, riascoltare il Discorso della Montagna, proprio sul Monte delle Beatitudini, nel luogo stesso dove Gesù l’ha pronunciato, ammaestrando la folla. E dopo 2000 anni, la sete della Sua Parola  rimane forte, se si considerano  le folle anche oggi presenti: file interminabili  a Betlemme, per visitare la Grotta dove Egli è nato ; una processione costante lungo la Via Dolorosa, nel cuore di Gerusalemme, per arrivare al Calvario e al Santo Sepolcro: un sepolcro vuoto, perché Gesù è risorto! Noto che questo viaggio mi ha consegnato un’immagine  di Gesù,  per me in parte nuova; seguendolo per le vie della Sua Terra, ho scoperto la sua umanità, un pellegrino,  un uomo di strada, un gran camminatore, instancabile nella ricerca dell’uomo, per indicargli la via della salvezza. Un Gesù molto umano, che oggi più che mai sento fratello e compagno di cammino. Ho anche notato che, recitando il Rosario o leggendo o ascoltando la Sua Parola, la mia mente ripercorre i luoghi che ho visto ed il messaggio mi è più comprensibile. Non più luoghi indistinti,ma percorsi e situazioni finalmente chiari.   Sono perciò sicuro che il prossimo Natale, che ormai è alle porte,la mia mente non sarà più concentrata sul piccolo presepe di casa mia, bensì su quella povera Grotta, spoglia di ogni bellezza, che ho avuto la gioia di visitare e baciare alcuni giorni fa a Betlemme. Luigi

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